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Restauro conservativo di Villa Manzoni

Località: Dogana, RSM
Data: In esecuzione
Project manager: Luigi Moretti
Capo progetto: Mirco Semprini
Team di progetto: Mirco Semprini, Elisa Gasperoni, Stefano Trenta, Giulia Ciacci, Nicolò Lisi
Progetto delle strutture: Marino Casagrande, Marco Gattei, Roberta Righetti
Progetto impianti termo idraulici: Fabio Canini, Manuel Ciavatta
Progetto impianti elettrici speciali: Marco Montemaggi, Mattia Rinaldi

L’edificio, già presente nel Catasto storico del Pellacchi del 1773-1777 e classificato come 'edificio storico monumentale', è frutto della sovrapposizione di più interventi che nel tempo hanno mutato significativamente l'impianto originale. In particolare la facciata principale, così come si presenta oggi, ha richiami riconducibili ad altre ville padronali del circondario; l'aggiunta di elementi decorativi al fabbricato rurale ha avuto l'intento di nobilitarne l'aspetto, precisandone l'appartenenza a famiglia illustre.
L'immobile ha valore più per la memoria storica che rappresenta che per l'aspetto artistico ed architettonico.
Prima dell’inizio dei lavori la villa si presentava in stato di abbandono, non era possibile risalire con certezza al colore originario della costruzione, gli intonaci esterni erano fortemente dilavati, gli apparati murari mostravano problemi strutturali e le pareti esterne presentano fessurazioni ed alcune macchie di umidità.
La proposta progettuale, è finalizzata ad un recupero che consenta un utilizzo collettivo, ad uso pubblico e servizi, anche saltuario e concepito in maniera unitaria con il parco circostante.
La villa avrà la funzione di accogliere convegni ed eventi culturali, garantendo la conversione delle sale interne a spazi espositivi ed eventualmente a foresteria per ospiti illustri in visita nella Repubblica di San Marino.
La conversione permetterebbe al complesso di recuperare un valore sociale di polo attrattivo in una situazione completamente rinnovata del territorio. In passato, infatti, la villa era il fulcro della campagna circostante. Oggi la villa è rimasta inglobata in un tessuto urbanizzato nel quale, pur decontestualizzata, potrebbe assumere il ruolo di centro culturale della zona, protetta da una barriera verde che isoli il frastuono ed il ritmo frenetico del traffico veicolare.
Il rispetto e la conservazione rigorosa degli spazi e degli elementi originali sono alla base della filosofia dell'intervento di restauro su Villa Manzoni.
Il piano seminterrato che in passato ospitava le cantine ed i depositi delle granaglie, con le sale conferenza manterrà il suo tono più rustico grazie al recupero del pavimento in cotto esistente e del solaio in legno con orditura a vista. Le aperture verranno valorizzate dall'uso di porte in vetro trasparente e sottili profili in acciaio.
L'immagine del piano nobile invece sarà resa più elegante dall'utilizzo di materiali pregiati, come il battuto alla veneziana a terra e i decori su pareti e volte, rispettando così la volontà dei vecchi proprietari e di chi ha realizzato l'organismo che ci troviamo davanti oggi. Nell'ottica della conservazione si è comunque intervenuti per rispondere alle nuove esigenze anche dal punto di vista degli impianti tecnologici.
Il nuovo parcheggio interrato di Villa Manzoni, posto al di sotto del giardino a valle, ha lo scopo di aumentare i posti auto al servizio della nuova destinazione d'uso dell'edificio.
L'ultimo solaio dell'autorimessa verrà ricoperto con terreno di riporto per ricostituire il giardino esterno che ospiterà un’opera dell’artista di fama mondiale Arnaldo Pomodoro.



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