Antao progetti - ingegneria architettura urbanistica servizi design


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Le note dell'architettura

Località: Borgo Maggiore, RSM
Data: 2008
Project manager: Mirco Semprini
Capo progetto: Mirco Semprini
Team di progetto: Stefano Trenta, Giulia Ciacci, Lorenzo Battistini, Marcello Dellarosa, Matteo Maresi
Progetto delle strutture: Marino Casagrande, Marco Gattei


Le linee guida della nostra proposta derivano dalle caratteristiche del fabbricato originario. Fin dal primo sopralluogo, la lettura attenta dell’esistente ci ha disvelato le direttrici del progetto futuro: percorrere gli spazi in silenzio e ascoltarli, immaginarne il rapporto dei fruitori con essi. Questo percorso ha fatto emergere la necessità di scendere in profondità attraverso le stratificazioni del tempo; lavorando sul filo della memoria abbiamo escluso la possibilità di interventi radicali.
Abbiamo optato per interventi puntuali per ripulire gli elementi architettonici esistenti e far riemergere i materiali originari. Questa strategia si è tradotta in soluzioni minimali, come la sverniciatura e il recupero dei gradini monolitici in pietra di San Marino, la rimozione dell’intonaco dalle voltine in laterizio nei solai di alcuni ambienti e la riscoperta del legno di rovere.
Dal punto di vista funzionale si sono resi necessari due ordini di interventi: il miglioramento dei collegamenti verticali con l’abbattimento delle barriere architettoniche e la ridistribuzione interna ai vari piani.
Antao progetti ha pensato a un luogo che soddisfi i desideri dei ragazzi che vivranno la struttura, fuori dalla logica dello stress, delle angosce e delle insicurezze. Un luogo dove il giovane musicista può coltivare la propria individualità e liberare la creatività seguendo le emozioni. Per questo il percorso progettuale si è sviluppato come fosse una melodia: contraddistinto da molteplici tonalità espressive, da giochi cromatici e da cambi di intensità luminosa nei vari ambienti. L’ambiente non è stato pensato solamente come spazio della formazione ma anche come spazio dell’educazione emozionale, uno spazio che sviluppi le capacità cognitive, affettive e relazionali.
Ed è ancora la melodia a ispirare altri interventi sull’edificio originario. Abbiamo deciso di demolire una parete nel corpo di fabbrica esistente (parte dell’ampliamento risalente al 1927) e di sostituirla con una quinta di vetro che si protende verso il parco, per accompagnare il movimento verso l’esterno con un’armonia di forme e materiali che, superando le barriere, si apre all’incontro con il mondo e con l’altro.


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